Poesie Saharawi

Me ne andrò.

Dove andrai, senza sapere dove?
- Anche se non lo so, lasciami andare
me ne andrò con il vento e non importa lasciare tracce
me ne andrò di nuvola in nuvola anche se non piove
me ne andrò con le stelle anche se non brillano
me ne andrò scalzo e non solo per sfuggire le guerre, l’indifferenza, la fame
l’odio che si nasconde nelle vene,le minacce e le vendette che puntano alle spalle

io sono nomade, sono nato nella sabbia sotto il sole come gli animali
sono libero come il vento, come la carovane che rompono l’immensità, sono libero,
figlio delle terra e della sua grandezza
ho tanti fratelli che voglio conoscere e voglio abbracciare
e soprattutto quelli che lottano per la libertà 

dove andrai, senza sapere dove?

- Dove non importa, lasciami solo andare
e non voglio che mi mostri l’oriente o l’occidente
né il nord o il sud, lasciami solo andare a mostrare questo cuore libero
imprigionato dentro di me
per sfidare le barriere del colore e della religione

 

dove andrai se non sai come?
come non importa
perché ho nella fronte un sole
E nella voce un clamore
me ne andrò di palmo in palmo di abbraccio in abbraccio
perché appartengo a tutte le stirpi
e a tutte le credenze

me ne andrò anche se tu non vuoi per abbattere
le frontiere e per mischiare le razze
me ne andrò anche se tu non vuoi per costruire
a cielo aperto un luogo senza nome
dove gli uomini sotto il sole si fondono in abbracci e perdoni
perché tutti abbiamo lo stesso sangue e sotto il sole la stessa ombra.

 

Sogno

Sogna il bambino un giorno
poter sbatter nel cielo le sue ali.
Sogna il cosmonauta poter
stringer nelle sue mani il suo pianeta.

Tutti sognano lassù.
Sogna l’austronauta,
di abbandonare il suo telescopio
e di avvicinarsi un giorno agli astri
galloppando sulla sua adorata cometa,
sognano anche gli innamorati
di vivere una luna eterna.

Tutti sognano lassù
E io, sogno solo di poter nella mia terra
un giorno alzare al cielo la mia bandiera.

  Vieni 

Vieni con la tua umanità
per sentirti più uomo
a sentire l’assenza della patria
nella distanza dell’oblio,
a sentire l’erosione del tempo
che arrugginì le nostre ossa
senza nome.

Vieni a vivere la mia pazienza incerta
che riposa sugli strascichi
della guerra,
a evitare la morte che trascina
la mia sorte,
ad asciugare le silenziose lacrime che
soffocano le nostre anime.

Vieni a salvare l’innocenza che si perde
tra la polvere del deserto e la polvere nera,
e sperare nelle mie ore d’esilio
il compimento delle mie preghiere.

Vieni, e quando sarai tornato non smettere
di essere l’eco della mia umana voce
che reclama senza fiato la LIBERTA’

Madre

Madre so che soffri,
so che il tuo dolore ti fa piangere e
che le tue lacrime sono di cera e di calore.

Madre so che ti hanno accecato gli occhi
e ti hanno soffocato la voce
per non cantare al mondo la tua libertà.

Madre so che dalle tue braccia
ti hanno strappato i figli
che i tuoi seni desideravano
alimentare con amore e
so che ancor più dei i tuoi seni
desideravi insegnare loro la tua storia e la tua cultura.

Madre so che il tuo pianto,
il tuo pianto muto c’è ancora
e tutti lo possono sentire.

Madre saprò anche che canterai
canterai con una voce che arriverà all’aldilà
e quando l’alba spunterà, le tue braccia si apriranno per i tuoi figli che sono qui e là.

Madre saprò che la tua alba illuminerà
i punti cardinali e ancora oltre 
la frontiera e il mare.

E le tue lacrime Madre?
Oh le tue lacrime questa volta saranno
di gioia e di felicità
e quando tutto avverrà
quando la corona tornerà nel suo regno
tu, tu, Madre Patria, sicuro,
sicuro che dimenticherai
Perché il tuo cuore è tutto

PANE E AMORE..

Noi 

In questa intemperie rimaniamo
noi, quelli di sempre,
quelli che lottano con i loro corpi nudi,
contro i lacerati denti del tempo che ci corrodono.
Quelli che soffocarono i loro cuori feriti
e legarono le proprie mani
al volo bianco delle colombe.
Quelli che muoiono, nascono, sognano
e soprattutto, sperano di strappare
dalle ceneri l’identità
di un cuore in fiamme.

Sahara mio, ti amo

Dura è la vita,
Sole ardente.
Sole accecante,
Sole inclemente.
Questo è il Sahara.
Acqua, dove sei?
Miraggi, inganni,l
solo miraggi.

Terra assettata
Cielo duro come il turchese,
Cielo sordo ai miei lamenti,
Dammi almeno una lacrima di pioggia

Il verde è solo un sogno,
Neanche un filo d’erba,
Né il fresco riparo di un’ombra.

Terra sii generosa,
Dammi una primavera,
Dammi almeno un fiore

Terra mia,
Nonostante le sofferenze che mi dai,
Io ti amo.

Deserto mio ti difendo,
Ti ho difeso,
e ti difenderò sempre.

Non hai ombra
e i miei nemici ti profanano.

Non hai dolci frutti
e gli insaziabili ti invadono

Terra arida e ferita.
Patria povera e profanata.

Sangue e sangue.

Paese dei miei sogni
dei miei incubi.
Prigione e tortura,
I tuoi figli nelle mani del carnefice.

Patria povera,
patria estrema
Ti sei armata.

Patria che non posso baciare
quanto ti desidero…

 

Sahara mio,
Io ti amo,
e ti difendo

Ti prometto,
Ti darò la tua primavera.

Alla libertà 

Arriva un altro giorno
e non so più cosa fare
si avvolge nel tuo ricordo adorato Sahara
Il mio dolore con i postumi dei colpi del passato
e mi tornano in mente
i più terribili anni della guerra.
Quelli in cui mi strapparono dalle tue braccia
a forza di fosforo e napalm e
grazie al tuo amore riusciì a sopravvivere
quando tutto era contro di me
e la sorte era già segnata
Se non era il freddo, era il caldo
Se non era la fame era la sete
Se non era la febbre era il colera
Se non erano le mine erano le bombe radioattive
Se non erano le torture
erano gli scomparsi
se non era male era peggio.
Infine: lo sterminio
e tutto per colpa di un maledetto sogno espansionista
del più malvagio re
e del suo ingannevole modo di vedere il mondo
intorno a sè.
E il tuo amore,
solo il tuo amore era il rimedio
Il miracolo, che curava tutto
Che cresce sempre di più.
Oggi lo sentii più forte che mai
Mi hanno parlato le acque dei tuoi fiumi e dei tuoi mari,
grazie a loro lo sentii.
Mi hanno parlato i tuoi alberi e le tue palme
e grazie a loro lo sentii.
Allora mi dicesti adorato Sahara:
Presto! 
presto ci sarà una nuova alba
e quella luce crescerà o schiarirà tutto
dopo tanti secoli di oscurità
E solo allora canteremo i canti più felici
Canteremo l’amore e l’amicizia
Canteremo gli amici e la fratellanza.
E canteremo tutti insieme:
VIVA IL SAHARA LIBERO…VIVA

Viva la vita, muoia la morte

 

Questo è il tuo tempo, non lo lasciare
Un vento che passa e che non tornerà mai
Corre veloce senza esitare
Non guarda indietro il tempo che se ne va
Questo è il tuo tempo, sta in fondo al cuore
Pulsa col sangue e corre forte nelle vene
E' il tuo respiro, non lo sprecare
Brucia in un rimpianto se ti perdi ad aspettare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Tempi moderni da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!

 

Viva la vita, muoia la morte.

Proverbi Saharawi

 

Il coraggio è vivere per la libertà.

 

Prima di ogni oasi
c'è un deserto da affrontare.

 

Chi porta il bastone
rischia di essere picchiato.

 

Scegli bene il tuo compagno
prima di intraprendere un viaggio.

 

Una mano sola non applaude.

 

Il vero fratello è colui che ti sta sempre vicino.

 

E' cieco chi vede solo con gli occhi.

 

I sogni della notte
sono cancellati dalla realtà del giorno.

 

Il peso diviso fra tutti diventa piuma.

 

La risposta al disprezzo è nessuna risposta.

 

Se è forte il leone lo è anche la leonessa.

 

Il tempo è come un cammello:
se si inginocchia davanti a te non esitare ad inforcarlo.

 

Non puoi evitare la morte ma puoi evitare il disonore.

 

Non dimenticare la tua dimora dinanzi a chi esalta la sua.

 

La pazienza è il miglior abito che si può vestire.

 

Solo le donne riescono a far fiorire l'Hammada.